PENSIAMOCI UN ATTIMO

By gennaio 3, 2018Uncategorized

Sono cresciuto – in bici – nella Piazza dove stasera sfilano in fascia tricolore gli Amministratori e il Popolo del nostro Paese. Non sono cresciuto a Roma o dentro Narcos, io. Da quando mio Nonno aveva la Farmacia dopo l’Arco, conosco i luoghi del centro storico. Conosco angoli, pietre e visi delle strade.

Ciò che è accaduto, ovvero la morte violenta di una Donna perbene, innocente e ignara, si iscrive nei fatti criminali e beceri e bestiali della guerriglia causata dallo spaccio della droga.

La Nonnina non aveva certamente Sky in casa, non conosceva nemmeno Gomorra – che tutti guardiamo – eppure è morta ammazzata lo stesso.

Sul fatto che questi criminali siano peggio di belve, non c’è alcun dubbio, ma è utopia fermare il consumo e la vendita di stupefacenti. E’ una chimera sospendere un mercato che, in questo tempo, e in ogni tempo moderno, produce volumi di denaro inimmaginabili.

Occorrerebbe, a mio modesto parere, riflettere su due argomenti.

1
In questi frangenti il consumo illegale di sostanze sembra divenire un dato secondario. Eppure proprio dall’acquisto, proprio dalle serate smodate che i nostri tempi suggeriscono, parte il colpo di pistola che poi… farà una vittima ignara!

Si dice che in un dato posto del mondo, quando batte le ali una farfalla, uno tsunami esploda nel lato opposto del pianeta. Si dice così per significare che una singola azione determina nel magma futuro – imprevedibilmente – qualcosa.

Sintetizzando, in modo provocatorio, arrivo a scrivere che l’ago di una “pera”, (una singola pera!) oppure una tirata di “cocco” (una!) hanno lo stesso potere di quel colpo di pistola.
Fa malissimo dirlo o sentirlo, ma è cosìNon è una riflessione moralistica, ma amara.

Le droghe, oggi, ammazzano non tanto o solo i soggetti “consumanti”, ma ammazzano anche i soggetti “consumati” dal bazar impazzito del mondo contemporaneo.
Pensiamoci.

Si dice che la Cultura possa aiutare a salvare questo tempo. E’ un’affermazione positiva e nobile… ma vera in parte. La nobiltà parziale dell’affermazione risiede nel fatto che, proprio un tal determinato e noto critico d’arte, un eccellente cantante, o un consumato regista del nostro tempo, tutte personalità che hanno sposato la Cultura, siano partecipi di un sistema che si consuma sbattendo le ali senza accorgersi di… sparare.

Stessa cosa accade a livelli diversi tra studenti, operai o camionisti.

Tento di spiegar meglio.
Se si andasse a comprare smodatamente e illegalmente la Fanta, faccio per dire, da un venditore abusivo, il tal venditore farebbe soldi. Mettiamo che accanto a lui ce ne fosse un altro, sempre venditore abusivo di Fanta… ovviamente i due litigherebbero. Uno dei due inizierebbe a inveire dicendo: “Spostati, perché qui ci sono io”, e l’altro: “No togliti tu… prima c’ero io”. Dagli spintoni si passerebbe ai fatti, dagli aggettivi a un pugno. Dalle nocche al coltello, dalla spada alla polvere da fuoco.
Siamo umani, accade così da sempre.

La Fanta la chiediamo noi, la consumiamo noi che oggi sfiliamo commossi. Una vendita prevede una richiesta e dunque un uso, e l’uso ovviamente crea un mercato. Un mercato produce commercio, un commercio crea smercio e quindi competizione. Nel nostro caso, essendo le sostanze in causa fruttiferissime molto più di una Fanta, esse producono battaglie smodate e violentissime!!

Oggi tutti siamo molto strani. Guardiamo delle serie tv con indici di ascolti moooolto importanti: Narcos, Gomorra o Breaking Bad. in tanti le divoriamo morbosamente. PERCHÉ QUESTO TEMPO CREA ATTRAZIONE MORBOSA VERSO QUELLO CHE SIAMO. NON VERSO QUELLO CHE POTREMMO CERCARE DI DIVENTARE.

Nei fotogrammi delle serie tv vediamo cadere a colpi di mitragliette dei nostri simili in ogni modo, e guardando le scene… produciamo un audience esagerato. Nella stessa contraddizione vogliamo esser sempre più giovani, ma poi, ad esempio, festeggiamo Halloween che è diventato un teschio globale.

Avetrana e i delitti ci schifano, ma li facciamo diventare mediatici con un’opinione pubblica che s’ammazza di trasmissioni voyueristiche.

Siamo commossi per un’ innocente e ignara Nonnina che si trova nel mezzo di una sparatoria, ma quella sparatoria l’abbiamo provocata noi tutti consumandoci e consumando il nostro mondo. Perché, se non ci fosse smercio, non ci sarebbe stata guerra.

La stessa partecipazione da auditel altissimo, di colpo, la diamo a un corteo sdegnato, ma la pistolettata a monte del corteo non sarebbe partita… se non ci fosse stato mercato o non fossimo stati coinvolti nella causa di una guerra becera!

2
Seconda ed ultima riflessione.

I delinquenti che si sono sparati tra loro come e peggio di animali, sicuramente appartengono a una condizione simile a quella della povera Signora vittima. Poteva passare chiunque da lì, è vero. Ma siccome siamo tutti formiche in un prato, calpestate a caso dagli eventi, oggi è accaduto a Lei che è una Martire. Mi viene in mente Pasolini: sono tutti “figli di poveri”. La Nonnina ammazzata poteva essere tranquillamente loro zia oppure loro madre. Pensassero a questo, solo a questo! Loro che si scannano come belve per una dose venduta a chi paga e oggi piange.

Leave a Reply