Basta poco.

Basta poco per accorgersi di molto.

Non occorre tanto tempo per accorgersi di molte cose.

Molte cose sono un lampo: un breve, intenso lampo.

 

Vivi, procedi, mangi e cachi… ma tutto è un attimo.

Anche in bagno è un attimo (a volte dura di più) ma se ti sforzi è  un attimo.

Come il parto.

In un attimo tutto esce da un ventre.

Quando nasci, come quando c… è questione di spinta.

E dove nasci… è sempre una botta di culo.

 

Quando gratti e vinci è un attimo.

Quando scuoci la pasta è un attimo.

Quando ti accorgi che… è un attimo.

Quando starnutisci o emozioni, quando ti incavoli è un attimo.

Ieri oppure ora… è un attimo.

La vittoria e la caduta sono un attimo.

La speranza è un attimo che al mondo dura da secoli.

L’ultima notizia è appena un attimo fa. La prossima è appena fra un attimo.

La neve e l’oriente all’alba, attimi.

“E tuffati che non è fredda…” è un attimo.

L’evanescenza di Chagall.
I tratti di Basquiat.

 

 

La persistenza del profumo, il morso del cane, la puntura della zanzara sono un attimo.

Sta mano po’ esse piuma e po’ esse fero“: un attimo.

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Un figlio che esce al mattino e va a scuola, è un attimo.

Un figlio che fa 18 anni è un attimo.

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“Ops mi scusi!” E’ un attimo.

Quando hai un incubo e sudi è un attimo. Ma se ti svegli e spalanchi le persiane, la luce entra in un attimo.

Viviamo un attimo lucente tra due bui.

Ti svegli, vivi, lavori e a sera t’addormenti.  

Prima di svegliarti, la notte. Quando ti riaddormenti, la notte. 

Un attimo è il graffio che corre lungo la spalla di un’ora, una sensazione sghemba e ladra che saltella bastarda e ruba le ore migliori… lasciandoti in un attimo… da solo e al buio.

Al buio, non so voi, io non ci so stare. Sono perduto come fossi in compagnia di una vecchia bugiarda. Vecchia sdentata che ha la faccia di una camicia non stirata. Che dal collo ha perso le gemme.

Nel buio ripete a cantilena palle infinite su tutto il tempo che abbiamo. Lei. Passeggera della vita con la S che le suona male perché le si sono indeboliti i morsi. Quando non  voglio restare con la vecchia al buio, urto due rocce dure come selce… e un fuoco s’accende a bruciare gli incubi. 

La scintilla di un attimo dà coraggio. Che è cor-agere.

E’ l’onda su cui surfare.

Al fuoco del tramonto la mia ombra è di nuovo grande e forte.

Anche il fuoco in un attimo si consuma. Ma in quell’attimo vedi le cose e bruci quelle che non servono a vedere. In quell’attimo sei al caldo.

Il fuoco è la scarica elettrica che accende il microfono che mi fa gridare.

Il fuoco è frusta per galoppare. 

Il fuoco è un figlio che nasce strofinando due corpi solidi.

Il baleno di un secondo.

E’ l’amen prima di fumare in pace.

E questo canto è la mia fiamma, la sola che conosco, la sola che m’attizza.

E’ un flash l’attimo, che illuminò i miei su pellicola, fermandoli nella loro estate. 

Il fuoco può essere fulmine o sole. Ma è cuore al centro, e non di panna.

Qualcosa che si accende come la prima stella della notte. Come l’ultima prima dell’alba. Che poi sono la stessa stella.

A me basta sapere poter vedere sempre la stella del mattino. Vederla tornare ogni alba dove abita e da dove tornerà. E mentre la vedo… scopro che – in un attimo – sta bruciando un nuovo giorno della mia vita.

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