L’AFRICA NON “DÀ D’ESTATE”

By giugno 14, 2017Uncategorized

L’Africa non mi ha dato un’idea estiva. Estate e Africa, categorie scisse.

La nostra estate interrompe qualcosa (inverno, scuola, lavoro…) quando il cervello va in pausa e l’enigmistica riappare in certi lidi balneari di provincia.

In Africa nulla si interrompe davvero, anche le dittature durano quanto i deserti sterminati.

La vita in Africa è breve con l’intensità mnemonica di un elefante.

La perenne stagione calda è solo un aspetto del continente, certamente e altamente condizionante, ma in Africa c’è un caldo diverso, che nulla ha che vedere con l’estate.

La prima volta, in Costa d’Avorio, sono atterrato dentro un caldo solido in un odore esatto di bruciato, caffè e cuoio.

Tra i fuochi non pirotecnici del primo dell’anno siamo arrivati ad Adiakè dall’areoporto di Abidjan. Una sempiccola troupe scortata da un’utilitaria dell’ambasciata con tipi che brandivano mitra come scope di saggina.

La pouoponierre di Adiakè ci ha offerto pollo e frutta. Un hotel torrido a conduzione rovente ci ha accolto.

Nemmeno il tempo di sudare sul cuscino che è stata alba.

Fuori, dalla finestra verso il Ghana, pescatori diritti segnavano la laguna… ma non era estate. Era condizione della vita senza interruzioni.

In Burkina Faso, ho intervistato un semi-ministro con l’autostrada che gli entrava in salotto.

Sono stato dentro un vento rosso che non sa d’estate… ma di sempre.

In Kenya, dove si raccoglie una delle umanità più divertenti di stranieri in Africa, ho visto un turbinio di larve farfalle o chissà cosa volare via come da una gonna stampata.

Non davano di caldo ma di quasi freddo.

La bellezza dell’Africa stordisce in contrasti mai provvisori, è stupore di cose animali, umane e cromatiche che euforizza.

Sempre gran culo si fa la gente in Africa: trasporta acqua o cataste di rami da ardere, gira ruote che diverrano fantastici giochi, spazza, allatta fiumi di quasi niente, partorisce a migliaia e ama di continuo.

L’Africa è un posto di gente snella stipata su bus satolli. 

                                                 

L’Africa è passerella di sabbia dove sfilano visi regali.

In Africa i bambini hanno tutta una vita dentro le pupille e i vecchi il sorriso dei neonati. Perchè come dice il grande Sergio Ramazzotti in Africa qualunque cosa diventa altro e si trasforma in altro

Un posto dove i proverbi diventano realtà! (la capra la panca…)

 

Ad un matrimonio senegalese ho mangiato da ciotole comuni dove lo sposo (per la quarta volta) millantava di aver amato Romina Power. Lo zio si fingeva cieco per la vanità di indossare i rayban.

In Africa ho visto il paradiso nei resot e slum da inferni senza fondo.

Un bimbo nel tramonto equatoriale è stato calato in acqua dai parenti, con braccioli, salvagente e giubbottino.

L’Africa è bambina ed esagera. 

L’Africa non ha bugie piccole, ma ha scherzi enormi degli Dei: il lago Rebta non può essere così rosa. Il Kilimangiaro e il Botswana non possono esser luoghi così belli.

Sono un’irriverenza alla sobrietà i colori dell’Africa.

Le bugie scure le perdoni al chiarore dell’alba.

Che pur se Africa ed Estate hanno le stesse sillabe non somigliano affatto. 

Africa ed Eureka: stesse sillabe.

Perchè nella meraviglia della natura che orgasma c’è ancora sorpresa verso la fragile intensità della vita.

Eureka e Africa, sì, hanno le stesse sillabe. 

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