“Quello che importa è l’amore no?”

Fortunata è un gran bel film. Difettoso in alcune scelte, ma non per questo meno interessante.

C’è un quartiere declassato in un agosto torrido. Una parrucchiera e un ex marito coatto con fondina al cinto. La sudorazione della vita che non evapora mai e gocciola all’infinito. Il claustrofobico tormento dell’ex e il sangue rovente del miglior amico. La psicoterapia comprensiva ma anche fuori di testa di Accorsi. Chicano che è tossico e figlio di madre con Alzheimer. E per giunta la parrucchiera con sorte avversa si chiama pure Fortunata.

Lo scheletro ha le ossa rotte da tutti i clichè di fiducia, sfiducia, autostima, lacrime e avverse fortune di gente spaesata, senza madri o padri e con le naturali sindromi di masochismi vari. Un melò arancione e acido dentro una capitale disorientata e multietnica.

Ma il film vibra di tutta la scorrettezza di cui è capace la nostra esistenza. Perché storie così ti camminano a fianco. Infelicità che si fanno abitudini da rendere scorretta anche la sana voglia di farcela.

Jasmine Trinca che corre sgraziata ovunque è da premio (e infatti…). Una Magnani di oggi. E la debolezza e la dipendenza dei protagonisti resta addosso anche dopo il film.

Ci penso attraversando Roma torrida come dentro lo schermo.

La regia colorata è in corsa pure lei. Poi a me la musica che esplode come uno spotify interiore mi piace molto. Mazzantini e Castellitto in cose del genere sono molto bravi.

La bimba che disegna i pesci è intensissima. Ti viene voglia di stringerla forte. Si esprime disegnando pesci. Secondo una certa mitologia la terra è un pesce gigante che abita le acque del mare. E dentro flutti e maree ci siamo noi umani, a tentar di galleggiare. A cercare senza tregua di trovare un’isola dove ancorare la nostra felicità.

Vivere è cercare di star sempre meglio come strascica Vasco. E come un comandamento i numeri li giochiamo in ogni attimo.

Perchè noi abbiamo un dovere più che un diritto alla felicità su questa terra.

Fa molto caldo oggi a Roma. La sudorazione dell’esistenza…

 

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